Metodo educativo


S. Girolamo San Girolamo Emiliani (1486 – 1537), santo laico del Rinascimento e della Riforma cattolica, fondatore della Compagnia dei Servi dei poveri, divenuta poi nel 1568 Ordine dei Chierici Regolari di Somasca, fu considerato dai suoi contemporanei prima di tutto un educatore ed un fondatore di scuole, nelle quali avviava i ragazzi abbandonati (i “putti derelitti”) da lui raccolti ad una istruzione di base, all’apprendimento della dottrina cristiana, al lavoro sotto la guida di maestri specializzati, che preparassero i ragazzi dopo un ulteriore periodo di apprendistato all’esercizio di una professione. Elaborò il suo metodo educativo in un contatto diretto con i piccoli, comunicando i suoi ideali evangelici che nascevano da un profondo amore a Cristo, mostrando con i fatti e le parole che egli viveva con estrema coerenza i valori che trasmetteva.

Il metodo educativo della nostra scuola si ispira all'azione educativa di san Girolamo Emiliani, che elaborò il suo stile pedagogico in un contatto diretto con i piccoli. Egli comunicava i suoi ideali evangelici, che nascevano da un profondo amore a Cristo, mostrando con i fatti e le parole i valori che trasmetteva. Il suo metodo educativo si può sintetizzare in cinque punti irrinunciabili, ma sempre da approfondire e adattare ai tempi.

  1. Stare con i ragazzi e vivere con loro
    San Girolamo dichiarò esplicitamente, riferendosi ai ragazzi che gli erano affidati: con questi miei fratelli voglio vivere e morire. Cercava di essere sempre presente in mezzo a loro, infatti dimorava con loro più volentieri che in qualsivoglia altro luogo. Gli alunni devono vedere i loro educatori e maestri presenti in mezzo a loro, anche al di fuori delle lezioni, ed avvertire che essi ci stanno volentieri, perchè questa è la loro missione, il loro modo di essere. La presenza costante in mezzo agli alunni, inoltre previene eventuali devianze, evitando atteggiamenti permissivi o repressivi.

  2. Avere una conoscenza personale dell'alunno
    San Girolamo sapeva individuare le doti umane, culturali e spirituali dei ragazzi con cui viveva. Così i docenti si sforzano di avere di ogni alunno una conoscenza positiva dettata dall'amore, cercando di scoprire e sviluppare le loro attitudini, senza stereotipi, senza disperare di nessuno. Con il dialogo diretto si crea un flusso emotivo che permette il passaggio di conoscenze e si può essere vicini con rispetto ed umiltà alla vicenda personale di ognuno.

  3. Il lavoro “Tutti stiano alla regola del lavorare”
    La dedizione al lavoro e la professionalità è la norma fondamentale, anzitutto per i docenti ed il personale della scuola, per offrire una preparazione accurata ed aggiornata. Solo in questo modo si può esigere la fedeltà al lavoro scolastico quotidiano da parte degli alunni, abituandoli alla responsabilità personale, alla sana ambizione di riuscire nella vita persone serie e preparate nella propria professione.

  4. La “devozione”, come fedeltà ai valori cristiani
    Con “devozione” si intende il clima di tensione spirituale, di servizio, di preghiera e di disciplina che rende possibile l’assimilazione dei valori del Vangelo. Questa fedeltà coinvolge tutte le componenti della comunità scolastica: religiosi e docenti devono sentirsi mandati dalla Chiesa, ed essere testimoni con la loro coerenza degli ideali che propongono; gli alunni sono invitati a condividere qualche momento di preghiera, di vita sacramentale, a confrontarsi criticamente e liberamente con la proposta cristiana di senso della vita, che ha il suo punto focale in Gesù Cristo e nel Vangelo. Questa proposta di fede si allarga per conseguenza anche a tutte le famiglie della nostra scuola.

  5. La “carità”, come accoglienza e solidarietà
    Tutti nella scuola sono accettati, accolti e rispettati come persone, in un clima di interazione ed empatia, in un ambiente decoroso ed appropriato. Sono inammissibili, ad ogni livello, forme di violenza e divisione. La scuola si apre anche all’esterno ai valori della solidarietà, della giustizia e della pace, e cerca di orientare i giovani al volontariato con una particolare sensibilità alle proposte che la Congregazione dei Padri Somaschi presenta per l’Italia e per il mondo, a sostegno dei poveri e della gioventù.