Ricordando Pippo Drago


A Giuseppe Drago, che ci ha lasciato sulla soglia degli ottant'anni l’11 gennaio 2004, il Collegio Emiliani deve particolare riconoscenza. Egli lo frequentò in due riprese per alcuni anni prima della guerra, nel 1935 e negli anni successivi e ricordò con simpatia i Padri di allora. In una intervista per il giornale La risacca ci ha lasciato un simpatico ritratto del severo Rettore P. Marelli, ma soprattutto dei Padri ministri, che dovette sopportare, i quali dirigevano fin nei minimi dettagli la vita degli interni: il terribile e severissimo P. Antonio Calvi, che si trasformava con i suoi ragazzi nelle gite sul mare, l'ottimo ed umorale P. Silvano, che passava dall'allegria sfrenata al rigore della disciplina, il burbero benefico P. Ronzoni, di cui percepiva l'affetto sotto una scorza a volte aspra, e poi per un breve periodo l'allora giovanissimo P. Boeris, per il quale nutrì sempre fraterna amicizia e che rivedeva con gioia ed affetto. Aveva in un certo senso nostalgia per quell'ordine, per la divisa, per una disciplina energica e formativa che non riscontrava più nelle giovani generazioni.
Nella sua vita, dopo gli studi ed un periodo di navigazione - il mare rimase sempre la sua passione - si dedicò soprattutto ad attività di tipo sociale. Aveva una notevole capacità organizzativa e una speciale sensibilità per le esigenze della comunità. Così fu tra i soci fondatori dell’Associazione pescatori Nervi della quale fu per un lungo periodo segretario, lavorò con passione ed intelligenza nella circoscrizione di Nervi, che amava e della quale conosceva persone e storia fin nei minimi dettagli: soffriva nel vedere esempi di degrado sia sulla passeggiata, sia nei parchi, sia nella viabilità…conosceva persino la storia di ogni cappella pubblica e privata del paesaggio nerviese.
Nella seconda metà degli anni Ottanta e nella prima metà degli anni Novanta (ufficialmente dal 1987 al 1993) fu anche Presidente dell’Associazione degli ex alunni dell'Emiliani, che attivò con molte iniziative quali la fondazione del giornalino La risacca, (del quale fu promotore, scrittore, correttore di bozze e spedizioniere), l'organizzazione dei raduni annuali, delle gite sociali, di borse di studio, il sostegno alle missioni dei Padri Somaschi. Alla domenica per la S. Messa delle 11 la sua presenza era abituale nel Collegio: ed anche se qualche volte esprimeva qualche benevola critica alla gestione dell'opera, si vedeva in lui la persona affezionata, desiderosa dell'affermazione della Scuola e del successo dei suoi alunni.
Pippo amava anche scrivere, con un linguaggio spigliato e proiettava nello scritto, nei suoi pensieri in libertà, le sue aspirazioni, i suoi sogni, le sue utopie, le sue perplessità sulla vita e sulla morte, ma anche la sua solitudine ed il suo bisogno di affetto e di amore. Ci ha lasciato alcuni libri, fatti stampare a proprie spese, quali Pensieri in libertà, L'altro Don Camillo, ed un ultimo finito prima della sua morte, ma rimasto inedito. Ecco una sua riflessione da Pensieri in libertà:
"92 gradini di un ampia scalinata mi conducono alla tomba dei miei genitori e lassù (a Sant'Ilario) in un vialetto ombreggiato da una fila di cipressi amo sostare silenzioso in attesa che si stabilisca un dialogo mentale con i miei cari scomparsi.. percepisco un bagliore di luce che misteriosamente lo illumina..."
L'ultima fatica del caro Pippo fu l'organizzazione dell'estate nerviese con alcuni amici ex alunni e Padri del Collegio: è grazie a lui se per diverse estati il chiostro dell'Emiliani si è animato con spettacoli musicali, con canti, con la rappresentazione di commedie. Vogliamo raccogliere questo messaggio di altruismo, di capacità di collaborazione, anche di fede cristiana nel Signore, che Egli ha cercato, qualche volta, come tutti, nel buio ed a tastoni. Il ricordo della sua amicizia e dell'attaccamento al suo Collegio rimanga anche un modello per le nuove generazioni.

P. Giuseppe Oddone